L’importanza di scrivere il diario
Chi di voi ha tenuto da giovane il „diario segreto“? Ricordate qual è stato il vostro primo diario? Ricordo benissimo il mio. È stato un regalo di amici dei miei genitori, credo in quinta elementare. Un diario con la copertina lucida color pastello e il lucchetto che lo rendeva, ai miei occhi, prezioso.

Da quel momento ho sempre tenuto diari, quaderni, agende e poi, con l’arrivo delle tecnologie, un blog e appunti scritti su Word al computer.
Dal 2013 ho ripreso a scrivere a mano (con una calligrafia orribile!), su un piccolo quaderno a copertina rigida e l’ho dedicato a un solo tema: la scrittura. È liberatorio e mi aiuta a mettere in ordine i pensieri. Ma soprattutto è illuminante rileggere quello che ho scritto nel passato, aprire una pagina a caso o tornare a un periodo preciso e rivedere tutto, con il senno di poi. Scoprire che alcune cose non sono cambiate per niente, oppure che alla fine ho realizzato davvero un obiettivo su cui ho tanto lavorato. È terapeutico e allo stesso tempo sorprendente.
Se avete perso l’abitudine, non l’avete mai avuta, o avete voglia di provare, ve lo consiglio: scegliete un quaderno dalla copertina che vi ispira,  una penna che vi piace e lasciate scorrere le parole. Potete scegliere di parlare di qualsiasi cosa o di concentrarvi su un solo tema (un hobby, il lavoro, la famiglia, i viaggi…) e riscoprirete il potere benefico della parola scritta!

Ps: Nella foto il mio gatto Minou, 17 anni, che fin dai lontani tempi dell’università si sdraia sempre vicino a me mentre lavoro e scrivo. Adora la carta e le matite.

“Non viaggio mai senza il mio diario.
Bisogna sempre avere qualcosa di strabiliante
da leggere in treno.“

Oscar Wilde